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E chi non lo vuole?

20 Municipi del Luganese sostengono il progetto del Tram-Treno elaborato dal Dipartimento del territorio

Essi fanno pressione sul Gran Consiglio affinché approvi senza indugi il progetto proposto e votino subito i crediti richiesti.

Il progetto pubblicato all’inizio dell’anno 2018 ha però raccolto ben 127 opposizioni, di cui un buon numero contengono argomentazioni di peso. Nessuno contesta la concezione dell’opera o il suo finanziamento. Le opposizioni e le critiche si rivolgono solo a quelle scelte progettuali che sono ritenute sbagliate e inopportune e che dovrebbero essere corrette.

I punti controversi sono:

  1. la mancata progettazione della stazione di Sant’Anna, nello stabile ex-BSI;
  2. lo smantellamento della esistente linea FLP di collina;
  3. l’assetto invasivo e conflittuale del comparto di Cavezzolo;
  4. la scelta del tracciato tranviario da Bioggio a Manno e la mancanza del suo prolungamento fino a Taverne.

Le parti progettuali 1, 2, 3 possono essere studiate e adattate in breve tempo, la scelta n.4 non richiede una nuova progettazione ma solo una valutazione approfondita, operazione che si configura come un classico e facile compito di ponderazione dei costi e dei benefici. Si può quindi concludere che in breve tempo (al massimo sei mesi) le autorità potranno allestire gli atti necessari per valutare e concordare la scelta auspicata.

Prima di allora sarebbe inopportuna una decisione definitiva del Gran Consiglio.

Il Gran Consiglio gioca un ruolo chiave

Può indicare il giusto metodo per scegliere la soluzione più vantaggiosa.

Il Messaggio ora davanti al Gran Consiglio chiede di stanziare un credito di 63’240'000 Fr e di autorizzare la spesa di circa 400 milioni di franchi per realizzare la tappa prioritaria della rete Tram-Treno, conformemente ai progetti pubblicati.

Non è però nell’interesse generale approvare il Messaggio così come è stato presentato. Prima di approvarlo, il Messaggio dovrebbe essere adattato alle nuove contingenze recentemente subentrate, che riguardano la progettazione di alcune importanti parti controverse.

A nostro parere è opportuna una decisione in due fasi.

Sul principio di realizzare un’infrastruttura ferroviaria che leghi il Malcantone e il Piano del Vedeggio con la stazione FFS e la città di Lugano, tutti, la popolazione e cittadini, concordano. Il Gran Consiglio può dunque manifestare subito la volontà di realizzare un’opera di tale portata. In questo modo darebbe un segnale positivo alla Confederazione e ai Comuni, un segnale che chiarirebbe la portata delle correzioni auspicate, volte a migliorare l’opera e a renderla più efficiente.

Terminato il processo di revisione, il Gran Consiglio voterà il credito e sosterrà il progetto consolidato.

Condotta così, l’operazione potrà portare a un buon risultato, poiché è un metodo che appiana i conflitti e allarga il consenso.